Home > crimini > Aurora, Batman e la strage di James Holmes

Aurora, Batman e la strage di James Holmes

James Holmes al processo per la strage di Aurora, Colorado.

James Holmes, 24 anni, che ha sparato sulla folla (uccidendo 12 persone e ferendone una cinquantina) alla prima del film Batman ad Aurora, Colorado, rischia la pena di morte. E, dato che gli americani non sono preda di pietismi, probabilmente la sentenza capitale verrà comminata tra applausi di incoraggiamento e lacrime liberatorie.

Fatto sta che, anche James Holmes, come molti altri, non verrà studiato. Perché un caso del genere, dal punto di vista criminologico (quindi lasciando da parte le preghiere per le vittime e la macchina della giustizia), non dovrebbe essere archiviato come l’ennesimo fuori di testa che guarda troppa tv. Andrebbe invece analizzato scientificamente.

Il profilo di James Holmes, pubblicato da BBC News,  parla di un giovane tranquillo, introverso ma gradevole. Studiava neuroscienze all’università di Denver ma aveva deciso di lasciare la facoltà. Di lui, chi lo conosce, dice che magari era anche un attimo strano, ma nulla faceva pensare che potesse essere un mass murderer, ovvero un omicida di massa.

Holmes in casa aveva un arsenale e si era organizzato per far saltare la sua abitazione piazzando bombe qui e là. Bombe che la polizia ha trovato e disinnescato evitando altre morti. In Italia molti giornali hanno pubblicato frasi come “Al processo non ha mostrato segni di pentimento“.

E perché mai avrebbe dovuto mostrare segni di pentimento? James Holmes al limite sarà piccato perché il fucile gli si è inceppato, perché le bombe destinate ai poliziotti non sono esplose e perché, in un cinema pieno di gente, è riuscito a uccidere “solo” 12 persone.

Cinema, tv e censura

Quando ci si avventura sul terreno di cinema e tv, in questo caso di Batman, che è anche fumetto, cartone animato e molto altro, ci sono quelli pronti ad additare tutti quanti come censori. In realtà le cose stanno in modo piuttosto diverso. Alcune persone, come James Holmes e come Andrew Conley (che, dato che si sentiva come Dexter, ha ucciso il fratello Conner, 10 anni) la tv e il cinema non li capiscono.

E non serve censurare. Davvero. Servirebbe solo offrire chiavi di lettura a tutti quanti. Qualcuno, quando ho studiato il caso di Andrew (che è vittima, anche se colpevole) mi aveva fatto notare che “per un morto solo, non si sta certo a fare ricerca”. Direi che il morto, Conner, era già un morto di troppo.

Adesso i morti di troppo sono 12, 13 con Conner. E ci sono parecchi feriti. E poi ci sono i familiari delle vittime che sono anche loro vittime. La censura è lo strumento sbagliato. Ma i profili di James e di Andrew in parte sono sovrapponibili. Entrambi sono passati dalle scuole senza che nessuno se ne accorgesse.

Il perdente all’ombra

Le ragazze erano anche abbastanza contente di uscire con loro, ma giusto perché erano “gentili”, “carini”, “dolci”. Ma alla seconda uscita capivano che non facevano per loro. Andrew ha avuto dei genitori che non lo hanno troppo considerato, di James si sa ancora troppo poco, ma in entrambi i casi gli insegnanti hanno pensato che fossero “abbastanza capaci, ma distratti“.

Troppo poco per preoccuparsi, probabilmente. Ma Andrew, poco prima di uccidere il fratello, aveva tentato il suicidio nei bagni della scuola e la scuola, a Rising Sun, Indiana, per tutta risposta lo aveva sospeso perché “non è una buona pubblicità per l’istituto uno studente come Andrew Conley”. Certo che no. Ovvio che no.

James ha passato i suoi 24 anni tra San Diego, California e Autora, Colorado, ma nessuno lo conosce davvero. Di lui hanno raccontato che indossava sempre pantaloni mimetici e un cappellino da baseball. Che era timido. Che non ha mai avuto una relazione. Niente altro. Nessuno che abbia detto “sì, di solito veniva da me per una birra ogni venerdì”.

Invisibili e pericolosi

I ragazzi invisibili sono ragazzi pericolosi. Essere invisibile non piace a nessuno. Solo che, molto spesso, nei casi di Andrew e, probabilmente, anche di James, è l’unica risorsa che resta. Per cui l’invisibilità diventa una dimensione normale. Il mondo diventa il loro mondo, la realtà, la loro realtà e gli altri diventano bersagli.

Non tutti gli invisibili diventano killer o mass murderer. Ma qualcuno sì. E qualcuno è già troppo. La tv e il cinema sono invenzioni meravigliose, ma la scuola, che è un’invenzione altrettanto bella, dovrebbe prevedere, oltre all’insegnamento della matematica e della storia, anche corsi sull’uso della tv e del cinema.

Non sarebbe difficile spiegare che Batman è un grande, un eroe, uno che ha il mantellino e lo porta con fierezza, ma che, tra l’altro, non esiste. Che Joker è il cattivo, un cattivo con i controfiocchi, ma che, anche lui, no, non esiste. La psicologia ha fatto passi da gigante e in una classe, che è fatta di poche persone, individuare chi ha problemi non dovrebbe essere un terno al lotto.

Solitari e furiosi

Ma prima di fare tutto questo, la scuola dovrebbe preoccuparsi di tutti gli invisibili. Lasciarli in un angolo perché tanto non disturbano nessuno pare non sia affatto una buona idea. Eric Harris e Dylan Klebold erano emarginati dalla scuola (dato che si comportavano male). E hanno portato a termine il massacro alla Columbine High School.

Timothy McVeigh, giustiziato nel 2001 per l’attentato a Oklahoma City del 1995 in cui morirono 168 persone, era anche lui un tipo schivo, timido e ombroso. Era uno studente brillante ma poco socievole. Mark David Chapman, l’omicida di John Lennon, dichiarò di essere stato influenzato dalla lettura de Il giovane Holden quando uccise il cantante.

E, ancora, Jon Venables e Robert Thompson che a Liverpool, nel 1993 quando avevano 11 anni, hanno ucciso James Bulger, quasi tre anni. Lo hanno rapito, lo hanno torturato per un giorno intero e poi l’hanno ucciso. Jon e Robert erano due ragazzini considerati “strani” e poco prima avevano visto il film Chucky – La bambola assassina. Per loro James somigliava un po’ a Chucky.

James Holmes andrebbe studiato. Nei minimi dettagli. E non giustiziato.

Categorie:crimini
  1. Nessuno
    28 luglio 2012 alle 06:32

    Inutile studiare quelli come holmes,non sono prevedibili(però con il fucile d’assalto e gli esplosivi che ci fai?un minimo di controllo ci dovrebbe essere,non puoi giustificarti dicendo che se trovi un ladro in casa gli tiri una bomba…poi non so puoi sempre dire per collezzione….) io credo che piu voi giornalisti fate bene il vostro lavoro e piu lavoro avrete,poi ci sono le serie televisive che ottimizzano il tutto.Jeson Holmes è un martire che si è sacrificato per fare capire al mondo che c’è qualcosa di profondamente sbagliato ma ormai siamo perduti.

    • 28 luglio 2012 alle 06:35

      Caro Nessuno,
      approvo il tuo commento pur dissociandomi completamente da tutto ciò che scrivi.

  2. 24 luglio 2012 alle 12:12

    Bel post, soprattutto perché non dice le solite banalità, ma ti fa vedere le cose da un’altra angolazione, tralasciando la giustizia, i sensazionalismi e la vendetta.

    Anche io ho scritto un post sulla strage, un po’ più banale e “ignorante” del tuo, se vuoi dargli un occhio è qui:

    http://nerdsrevenge.wordpress.com/2012/07/23/la-strage-di-denver-e-la-cialtronaggine-giornalistica/

    • 24 luglio 2012 alle 12:22

      Ciao MrChreddy,
      anche io, come te, ero indecisa se scriverne o meno. Il tuo post l’ho letto e l’ho trovato interessante, anche se mi avvicino di molto al vero se ti dico che no, i giornalisti non sono profumatamente pagati. La maggior parte, di cui faccio parte, è pagata poco e male. Questo, ovviamente, non è un buon motivo per non informarsi.
      Difatti, come te, trovo davvero seccante che gli articoli seguano sempre il solito logoro copione: il folle che fa la strage perché, ahimè, ha guardato troppa tv (i più bravi di solito tirano in ballo Popper, ma non accade da un po’).
      E, nel mio post, ho linkato BBC News che uso, di solito, come riferimento. E un po’ mi dispiace. Non ho niente, ovviamente, contro gli inglesi, ci mancherebbe, ma prima o poi, vorrei citare un giornale italiano. Quando saranno all’altezza di BBC probabilmente lo farò. Fino ad allora tocca leggere in inglese.
      Grazie per essere passato e aver lasciato il tuo commento. :)
      Cris

      • 24 luglio 2012 alle 13:33

        Allora scusa se ho detto “profumatamente” pensavo sinceramente che si guadagnasse di più che facendo l’impiegato.
        Fatto sta che comunque se si è pagati per fare un lavoro bisognerebbe quanto meno farlo nel migliore dei modi, anche per rispetto di chi di questo lavoro ne usufruisce.

        Comunque è davvero disarmante che tu non possa fare affidamento sulle fonti di informazioni italiane. Mi spiace. Pure io uso fonti estere, anche nel “mio campo ludico”, evidentemente è una malattia generalizzata scrivere senza conoscere a fondo l’argomento.

        Ma tu (scusa se mi arrogo il diritto di darti del tu :P) sei anche psicologa o simili?
        Leggendo il tuo blog mi sembra di capire una cosa del genere.

      • 24 luglio 2012 alle 13:38

        No, figurati, scusa di che? Alcuni, quelli ben saldi sulle loro poltrone, sono pagati profumatamente. Tutti gli altri no. Direi che, tra l’altro, sono più i primi dei secondi a non (saper) usare Google… Ma questa è un’altra storia.

        Non sono psicologa. Sono giornalista e criminologa. Anche se il criminologo in Italia esiste nel codice penale, ma non hanno ancora istituito un albo.

        Ho studiato criminologia in università, prima a Forlì e poi ho fatto un master in criminologia forense.

        Provo a tenermi alla larga da atteggiamenti simili a quelli che, vestiti da criminologi, si comportano come se avessero la sfera di cristallo per dire, a colpo sicuro, chi è il colpevole. Ma, anche questa, è un’altra storia. :))

      • 24 luglio 2012 alle 14:28

        Ah, ok, mi aspettavo un no, invece mi hai scritto il curriculum :D

        Forse influenzato da telefilm e film mi son sempre immaginato il criminologo come un lavoro fighissimo… :D

        Comunque, visto che ti sei appassionata a 24 (io ho smesso a metà della prima stagione) ti consiglio un altro telefilm, a mio avviso molto bello, sempre in ambito criminoso/poliziesco, ma che ribalta il punto di vista, in quanto parla di poliziotti corrotti, è The Shield, 7 stagioni in tutto, è uno dei miei telefilm preferiti. ;)

      • 24 luglio 2012 alle 15:44

        the shield ce l’ho presente, non mi dispiace. ho scelto criminologia perché scrivevo di telefilm. potere della tv. grazie per essere passato di qui! :)

  1. 21 febbraio 2013 alle 00:40
  2. 24 luglio 2012 alle 13:25

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Claudiappì

omicidi, brutta gente e considerazioni

Doppiaggi italioti

...apprezzamenti e rimproveri al doppiaggio italiano

La penna bianca

Fenomenologie dal mondo

5AM

me, a notebook and a cup of tea.

prestazionioccasionali

tendenzialmente letteratura, tendenzialmente

Scler'O'Matic

Prima vendeva le proprie parole, ora vende quelle degli altri

farefuorilamedusa

romanzo a puntate di Ben Apfel

CrimeLab

Molte domande, qualche risposta. Forse.

Parole a passo d'uomo

Poesie e riflessioni sugli uomini del mio spazio e del mio tempo | di Cristiano Camaur

theselbmann

Jean de Santeul aveva ragione. E anche Eddie Murphy. E anche Charles Darwin.

elinepal

Mi ci mancava solo il Blog

Nerds' Revenge

In web no one can hear you laugh

The Middlest Sister

There are 5 sisters. She's the middlest.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: